{"id":6067,"date":"2023-11-09T16:27:54","date_gmt":"2023-11-09T15:27:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ofpublicinterest.eu\/?p=6067"},"modified":"2023-11-09T16:27:54","modified_gmt":"2023-11-09T15:27:54","slug":"la-sindrome-di-via-petrarca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ofpublicinterest.eu\/index.php\/2023\/11\/09\/la-sindrome-di-via-petrarca\/","title":{"rendered":"La Sindrome di via Petrarca"},"content":{"rendered":"\n<p>Gli stereotipi culturali sono da sempre alla base delle rappresentazioni artistiche, soprattutto di quelle a sfondo comico. L\u2019utilizzo di personaggi tipici \u00e8 essenziale per portare lo spettatore all\u2019interno di un mondo che conosce o che crede di conoscere attraverso i pregiudizi o i preconcetti nei confronti di una determinata categoria.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo gi\u00e0 parlato, in occasione del nostro articolo sulla <em>blackface <a href=\"https:\/\/www.ofpublicinterest.eu\/index.php\/2023\/04\/06\/le-mille-facce-nere-di-napoli\/\" title=\"\">(leggi qui) <\/a><\/em>di quanto i luoghi comuni al negativo siano stati utilizzati nel corso della storia dalle classi sociali dominanti per ribadire la loro supremazia culturale.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stereotipo, pur essendo una costruzione artificiosa, agisce sul reale e cambia le persone. Non esistono, tuttavia, soltanto stereotipi negativi. <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Content creator e canali Youtube hanno fatto la loro fortuna sul luogo comune del terrone che impartisce insegnamenti morali al polentone, cos\u00ec come la filmografia italiana pi\u00f9 recente da \u201cBenvenuti al Sud\u201d fino a tutto il filone zaloniano. Ebbene, per coerenza dobbiamo accettare il fatto che anche questo tipo di concezione positiva, essendo stereotipata, non rappresenta il reale tanto quanto le rappresentazioni al negativo. <\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un problema per\u00f2: se ormai abbiamo interiorizzato che la stereotipizzazione atta a deridere qualcuno \u00e8 socialmente inaccettabile e offensiva, il luogo comune di segno positivo \u00e8 invece diventato trendy, oltre ad essere un perfetto biglietto da visita per il turismo.<\/p>\n\n\n\n<p>E andrebbe anche bene cos\u00ec, se non fosse per il fatto <mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-black-color\">che Napoli, e in generale il Sud si conosca attraverso simpatiche macchiette<\/mark> che la domenica si fanno ingozzare di cibo dalle proprie nonne o attraverso reel di Instagram con le immagini di Napoli alternate a foto di pizze e fritti con in sottofondo una versione in chiave tarantella di \u201cAlle falde del Kilimangiaro\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\u201cCosa resta al turista di un sud paradiso artificiale?\u201d. <\/h2>\n\n\n\n<p>Paesaggi, folklore, cucina che vengono svuotati di tutti i significati culturali per diventare l\u2019emblema di uno stile di vita rilassato in cui concedersi una vacanza? Cosa resta del pi\u00f9 grande centro storico patrimonio dell\u2019Unesco se prende le sembianze di un parco giochi in cui la cultura viene subordinata al food porn da quattro soldi in quei video in cui il giullare<mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">  <\/mark>di turno squarcia con le mani una povera pizza fritta per poi sbrodolarsi?<\/p>\n\n\n\n<p>A maggio parlavamo dei vantaggi acquisiti dalla citt\u00e0 all\u2019indomani della vittoria dello scudetto (trend in verit\u00e0 gi\u00e0 avviato in precedenza) e possiamo dire che dopo altri sei mesi la crescita \u00e8 aumentata oltre ogni pi\u00f9 rosea aspettativa. Ma a volte mi chiedo com\u2019\u00e8 Napoli vista con gli occhi dell\u2019altro, di chi la scopre per la prima volta. <\/p>\n\n\n\n<p>Quale pu\u00f2 essere l\u2019idea di un americano, di uno svedese, di un giapponese che passa in questa nuova Disneyland fatta di sfogliatelle e di spritz a buon mercato? Perch\u00e9 di questo si tratta, nelle top ten dei luoghi pi\u00f9 consigliati dai siti che appaiono per primi sui principali motori di ricerca figurano Spaccanapoli e le sue pizzerie e solo timidamente fa capolino il MANN. <\/p>\n\n\n\n<p>Fino alla fine del 2022 il Museo Archeologico risultava undicesimo fra i musei italiani per numero di ingressi, nonostante la collezione Farnese sia dal diciannovesimo secolo il sacro Graal di chiunque volesse conoscere qualcosa del mondo classico. <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Ma Napoli, come tutto il Sud, non \u00e8 un paradiso. Napoli \u00e8 cambiata come temeva il killer di \u201cNo Grazie, il Caff\u00e8 Mi Rende Nervoso\u201d, ma non nel modo in cui avrebbero voluto quelli che nell\u201982 chiamavano i Festival con nome di \u201cNuova Napoli\u201d. La citt\u00e0 \u00e8 diventata pi\u00f9 macchietta di quanto Funicul\u00ec Funicul\u00e0 avrebbe voluto, svuotata di quell\u2019elemento culturale della musica e del teatro dell\u2019arte, degli affreschi del San Carlo e del cuore spezzato delle Macchine Anatomiche. <mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\"> <\/mark><\/p>\n\n\n\n<p>Questa nuova Napoli puzza di fritto, di attivit\u00e0 fiorenti e camerieri a nero. I dati sull\u2019emigrazione non cambiano: il flusso verso l\u2019esterno \u00e8 costante, di gente specializzata o specializzata solo a farsi sfruttare. <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\u201cNapoli \u2013 su quest\u2019aspetto \u2013 nun\u2019 adda cagn\u00e0 maije\u201d. <\/h2>\n\n\n\n<p>Come non cambia il divario sociale tra la provincia e la citt\u00e0, nei trasporti, negli svaghi, nelle possibilit\u00e0. Pochi si salvano, toccati per sbaglio dal raggio della linea metropolitana con le stazioni pi\u00f9 belle del mondo, mentre l\u2019interland sembra l\u2019Unione Sovietica. E forse mi fa rabbia vedere dei provinciali come me unirsi al trend inquadrando Posillipo e facendo suonare \u201cMalatia malatia\u201d, capendoci poco o nulla di cosa Napoli sia davvero, una citt\u00e0 che per farsi conoscere deve avere una maschera. Forse Napoli \u00e8 veramente una malattia, una sorta di Sindrome di Stoccolma in cui pi\u00f9 ti fa male pi\u00f9 ti innamori, perdutamente. La Sindrome di via Petrarca, quella che tutte le volte in cui ci passi dici: \u201cMa sai che, quasi quasi, in una casa come questa a Napoli ci rimarrei?\u201d. Continuiamo a meritarci di pi\u00f9 anche se in pochi hanno una casa l\u00ec. Napoli merita di pi\u00f9, perch\u00e9 aveva il pregio di sembrare una citt\u00e0 vera. Napoli ti incantava, ti portava in un vicolo e ti faceva uscire nudo. Sto esagerando, \u00e8 chiaro, lasciate usare anche a me qualche stereotipo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli stereotipi culturali sono da sempre alla base delle rappresentazioni artistiche, soprattutto di quelle a sfondo comico. L\u2019utilizzo di personaggi tipici \u00e8 essenziale per portare lo spettatore all\u2019interno di un mondo che conosce o che crede di conoscere attraverso i pregiudizi o i preconcetti nei confronti di una determinata categoria. 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