{"id":6430,"date":"2024-01-24T17:05:57","date_gmt":"2024-01-24T16:05:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ofpublicinterest.eu\/?p=6430"},"modified":"2024-03-08T13:40:14","modified_gmt":"2024-03-08T12:40:14","slug":"dal-sudafrica-alla-palestina-pace-significa-non-violenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ofpublicinterest.eu\/index.php\/2024\/01\/24\/dal-sudafrica-alla-palestina-pace-significa-non-violenza\/","title":{"rendered":"Dal Sudafrica alla Palestina: pace significa non-violenza?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 29 dicembre 2023 il Sudafrica ha citato Israele presso la Corte Internazionale di Giustizia con l\u2019accusa di genocidio. In un processo storico al tribunale dell\u2019Aia, la cui giurisdizione \u00e8 la Convenzione sul Genocidio, il Sudafrica del post-apartheid cita Israele, uno stato che, ad oggi, \u00e8 retto da un regime di apartheid.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 semplice accertare che il massacro di un gran numero di persone, in guerra o in tempo di pace, sia un caso di genocidio. Infatti, uno dei criteri principali \u00e8 quello dell\u2019intenzione, esplicita o implicita, a sterminare un intero gruppo etnico. Del resto, non \u00e8 ancora mai successo che un genocidio fosse riconosciuto come tale mentre stava succedendo. Anzi ci sono genocidi che ancora oggi non sono riconosciuti n\u00e9 dal tribunale dell\u2019Aia, n\u00e9 dalla storia.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un momento storico<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Qualsiasi il risultato finale, l\u2019istituzione stessa di tale processo \u00e8 un momento storico che evidenzia una serie di cambiamenti a livello internazionale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella prima fase del processo, iniziata 11 e 12 di gennaio 2024, il Sudafrica deve limitarsi a dimostrare che l\u2019accusa di genocidio \u00e8 plausibile. Infatti, anche se il processo potrebbe durare anni, il team legale sudafricano ha richiesto che misure provvisorie siano istituite contro Israele, che includono la cessazione immediata delle attivit\u00e0 militari. Purtroppo, posto che nelle prossime settimane la Corte decider\u00e0 a favore del Sudafrica, non \u00e8 detto che le misure provvisorie siano applicate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019unico organo internazionale in grado di porre pressione su Israele \u00e8 il <strong><a href=\"https:\/\/www.geopop.it\/cose-il-consiglio-di-sicurezza-dellonu-e-perche-e-importante-riformarlo\/\" title=\"Consiglio di Sicurezza dell\u2019ONU\">Consiglio di Sicurezza dell\u2019ONU<\/a><\/strong>, nel quale gi\u00e0 ripetutamente gli Stati Uniti hanno usato il diritto di veto per bloccare qualsiasi iniziativa tesa a rendere Israele responsabile per le sue violazioni del diritto internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nonostante questo quadro poco ideale, la decisione del Sudafrica di citare Israele sembra un tentativo di rompere finalmente con il muro di omert\u00e0 costruito dalle potenze occidentali intorno ai crimini dello Stato di Israele contro il popolo palestinese<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le posizioni di altri Stati<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A pochi giorni dall\u2019inizio del processo, la Germania ha dichiarato che vuole costituirsi come terza parte in tribunale e dare supporto ad Israele nel processo contro l\u2019accusa di genocidio. Inutile dire che, aldil\u00e0 del legame storico tra Germania e Israele, rispetto all\u2019anno scorso il flusso di armi tedesche esportate in Israele nel 2023 \u00e8 aumentato di 10 volte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Namibia, ex-colonia tedesca, ha prontamente mosso dubbi sulla capacit\u00e0 della Germania di offrire un punto di vista rilevante rispetto a un caso di genocidio, considerato che il primo genocidio del 20esimo secolo fu proprio ad opera tedesca contro le popolazioni Herero e Nama della Namibia. Ad oggi, il governo tedesco si rifiuta di pagare compensazioni ai discendenti delle popolazioni massacrate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ci\u00f2 che il Sudafrica implicitamente cerca di fare con questo processo \u00e8 ricontestualizzare la questione palestinese in un\u2019ottica di liberazione dei popoli dal colonialismo, vecchio e nuovo, e dall\u2019apartheid.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Ma non era una guerra al terrorismo?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una prospettiva antitetica rispetto a quella proposta da Israele, che invece inserisce l\u2019attuale conflitto in un\u2019ottica di \u201cguerra al terrorismo globale\u201d. L\u2019ottica della guerra al terrorismo domina la politica estera degli Stati Uniti e dei suoi alleati a partire dagli attentati dell\u201911 settembre 2001 e ha giustificato, per esempio, l\u2019invasione dell\u2019Iraq nel 2003 (tra cui i crimini commessi dall\u2019esercito americano ad Abu Ghraib) sfruttando un crescente sentimento anti-arabo e islamofobico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fatto che due paesi africani, insieme ad un gruppo molto pi\u00f9 ampio di paesi del cosiddetto Sud Globale, si siano schierati cos\u00ec chiaramente dalla parte del popolo palestinese non deve sorprendere. A partire dagli anni \u201950 e fino agli anni \u201870 \u00e8 il momento d\u2019oro delle lotte per la decolonizzazione e l\u2019indipendenza. Moltissimi dei movimenti di liberazione strinsero rapporti stretti, sia politicamente che dal punto di vista militare, tra cui anche il Congresso Nazionale Africano (ANC) di Nelson Mandela e l\u2019Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) di Yasser Arafat.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le conquiste nella lotta al colonialismo<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le relazioni multilaterali tra ex-colonie, basate sul riconoscimento di una storia comune di oppressione e anche di liberazione dal giogo coloniale, portarono al crearsi di una coalizione forte all\u2019interno della neonata societ\u00e0 internazionale. Mentre Israele e il Sudafrica dell\u2019apartheid si spalleggiavano a livello internazionale, fu proprio quel tipo di coalizione anticoloniale che riusc\u00ec a dare un forte impulso nella lotta al razzismo istituzionale e al colonialismo, ottenendo risultati importanti sia culturalmente che politicamente. Un esempio \u00e8 la risoluzione dell\u2019Assemblea Generale ONU 37\/43 che riafferma <em>\u201cla legittimit\u00e0 della lotta dei popoli per l\u2019indipendenza, l\u2019integrit\u00e0 territoriale, l\u2019unit\u00e0 nazionale e la liberazione dalla dominazione coloniale e dall\u2019occupazione straniera con tutti gli strumenti possibili, inclusa la lotta armata.\u201d <\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Sudafrica raccoglie questa tradizione e rilancia con un nuovo fronte che si oppone apertamente non solo all\u2019apartheid israeliano ma indica gli Stati Uniti e alleati come complici del genocidio. Con i dovuti limiti di questi paralleli storici, l\u2019ANC del post-apartheid oggi ribadisce davanti al mondo intero la necessit\u00e0 di vedere il conflitto israelo-palestinese per quello che \u00e8: la lotta di un popolo oppresso contro uno stato coloniale oppressore. Non solo, ma rende onore alla memoria del suo membro pi\u00f9 famoso, Nelson Mandela, che ha detto che nessuno sar\u00e0 libero finch\u00e9 la Palestina non sar\u00e0 libera.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quand\u2019\u00e8 che la Palestina sar\u00e0 finalmente libera?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La pace non si crea dal nulla, ma si deve costruire. E spesso pace non significa non-violenza.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019associazione tra la resistenza palestinese e Nelson Mandela pu\u00f2 sembrare a molti strano. Pensiamo sempre a Nelson Mandela come a un simbolo della pace, mentre immaginiamo i palestinesi come la rappresentazione di un conflitto eterno. Tuttavia, Mandela negli anni \u201990 era considerato un terrorista per aver fondato il braccio armato dell\u2019ANC, che non era certo un movimento non-violento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Spesso si pensa erroneamente che essere per la pace equivalga a essere contro ogni tipo di violenza. Ma in un contesto di oppressione non \u00e8 possibile equiparare la risposta violenta dell\u2019oppresso a quella dell\u2019oppressore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riporre le armi, come ha invocato Israele venerd\u00ec alla Corte Internazionale di Giustizia, non \u00e8 un\u2019opzione per il movimento di liberazione palestinese, nonostante il massacro in corso. E non perch\u00e9&nbsp; i palestinesi siano necessariamente terroristi assetati di sangue che usano la popolazione civile come scudo, ma perch\u00e9, sia che Hamas ceda o che venga effettivamente eradicato da Israele, la situazione del popolo palestinese difficilmente cambier\u00e0 per il meglio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel contesto di un conflitto tra una potenza nucleare ed un gruppo armato, lasciare le armi significa rinunciare all\u2019unica possibilit\u00e0 che rimane ai palestinesi di uscire dal conflitto vivi, sia fisicamente che come popolo, lasciando il dominio assoluto della violenza in mano allo Stato di Israele.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Guardando il passato ma pensando al futuro. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dunque pace significa non-violenza<strong>?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante questo, \u00e8 chiaro che sia da parte palestinese che israeliana esiste un fronte per la pace che utilizza metodi non-violenti. Ovviamente assumono forme diverse da un lato e dall\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pensiamo per esempio alla Grande Marcia del Ritorno. A partire dal 30 marzo 2018 e per pi\u00f9 di due mesi, i palestinesi hanno marciato verso il muro di separazione tra Israele e la Striscia di Gaza, protestando pacificamente contro apartheid, occupazione e per il ritorno dei rifugiati palestinesi alle proprie case. Il risultato? Circa 200 morti e pi\u00f9 di 33.000 feriti, secondo il calcolo delle Nazioni Unite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal lato israeliano invece, il fronte per la pace si concentra sulla demilitarizzazione e la ricerca di una soluzione politica. \u00e8 costituito da diciottenni che si rifiutano di arruolarsi, da veterani che hanno deciso di denunciare l\u2019occupazione, e molte altre realt\u00e0 che criticano il governo sionista e cercano di costruire un dialogo tra la societ\u00e0 israeliana e quella palestinese. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se c\u2019\u00e8 una cosa di cui possiamo essere cert*, a giudicare dagli ultimi tre mesi, \u00e8 che non ci sar\u00e0 un\u2019uscita militare dal conflitto. Invece, c\u2019\u00e8 bisogno di un\u2019inversione politica e di prese di responsabilit\u00e0, nonch\u00e9 di giustizia per riparare ai danni enormi che questo conflitto ha portato alla societ\u00e0 palestinese, e anche, in misura diversa, a quella israeliana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel dare un altro impulso al movimento di solidariet\u00e0 internazionale con il popolo palestinese, il Sudafrica sta contribuendo a costruire a livello internazionale un contesto che renda possibile questo cambiamento e che porti non solo alla pace e alla fine della violenza in tutte le sue forme, ma ad una giusta liberazione per il popolo palestinese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Illustrazione nel testo a cura di<a href=\"https:\/\/www.ofpublicinterest.eu\/wp-admin\/post.php?post=3800&amp;action=edit\" title=\"\"> <strong>Giorgia D&#8217;Emilio<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 29 dicembre 2023 il Sudafrica ha citato Israele presso la Corte Internazionale di Giustizia con l\u2019accusa di genocidio. 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