{"id":7107,"date":"2024-07-04T18:06:08","date_gmt":"2024-07-04T16:06:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ofpublicinterest.eu\/?p=7107"},"modified":"2024-07-04T18:06:09","modified_gmt":"2024-07-04T16:06:09","slug":"voci-dalla-cattedra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ofpublicinterest.eu\/index.php\/2024\/07\/04\/voci-dalla-cattedra\/","title":{"rendered":"Voci dalla cattedra"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Tutti noi abbiamo ricordi legati ai banchi di scuola. Per alcuni costituiscono i momenti pi\u00f9 felici della propria vita, per altri anni da dimenticare, per altri ancora piacevoli specchi per riconoscersi o, al contrario, in cui capire quanto si cambia nel corso del tempo. Ma sono relativamente pochi coloro che hanno il privilegio di poter dire che quegli anni non sono mai passati. Essere insegnanti, in fondo, \u00e8 un po\u2019 come non invecchiare mai, \u00e8 come vivere attraverso gli altri le passioni, gli amori, i drammi e le emozioni legati alla giovinezza. Ma al di sotto dei privilegi di cui sopra, c\u2019\u00e8 un iceberg di burocrazia, incertezze e precariet\u00e0 che solo chi \u00e8 dentro al mondo della scuola conosce e sulle quali il silenzio dei media, delle istituzioni e della politica ha creato una cortina di fumo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><br>Il numero dei <strong>docenti precari<\/strong>, infatti, \u00e8 <strong>raddoppiato<\/strong> in meno di dieci anni passando dal <strong>12% <\/strong>del 2015 al <strong>24%<\/strong> del 2023 rispetto al totale degli insegnati. Per capirne le ragioni \u00e8 necessario fare luce sulle modalit\u00e0 del sistema di reclutamento dei docenti nel nostro paese.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come si diventa insegnante?<br><\/strong> Ad oggi i canali principali sono essenzialmente tre, uno soltanto dei quali consente all\u2019aspirante di ottenere il ruolo \u201ca tempo indeterminato\u201d.<br><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Graduatorie provinciali<\/strong><br>In prima istanza abbiamo le graduatorie provinciali (GaE e GPS). I docenti provvisti di titoli di studio adeguati alla classe di concorso per cui si candidano possono iscriversi ogni due anni alle suddette per ottenere incarichi annuali, fino al termine delle attivit\u00e0 didattiche, o i cosiddetti \u201cspezzoni\u201d di incarico.<br>A determinare la posizione in graduatoria del singolo non sono soltanto i punteggi di laurea o il servizio prestato alle scuole, bens\u00ec anche i titoli secondari, ovvero tutte quelle certificazioni collaterali che di norma sono indici di caratura culturale.<br><br><strong>\u201cMessa a Disposizione\u201d<\/strong><br>Qualora anche le graduatorie d\u2019istituto si esaurissero entra in gioco il secondo metodo di reclutamento, ovvero la \u201cMessa a Disposizione\u201d (MAD). In sostanza, per far fronte alla mancanza di personale, le scuole possono convocare coloro i quali hanno presentato questo tipo di domanda d\u2019assunzione anche se sprovvisti dei titoli adeguati.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il concorso<\/strong><br>Veniamo alla terza ed ultima modalit\u00e0, croce e delizia dei docenti precari, in quanto \u00e8 l\u2019unica che, in teoria, pu\u00f2 conferire l\u2019incarico di ruolo. \u00c8 il famoso concorso, ordinario o straordinario che sia.&nbsp; Con una media di quattro anni fra l\u2019uno e l\u2019altro, ogni volta sono in centinaia di migliaia a presentare la loro candidatura e a sostenere le prove per uscire dal Limbo dell\u2019incertezza. In teoria, si diceva, poich\u00e9 <strong>per la prima volta il concorso docenti attualmente in fase di svolgimento non conferir\u00e0 l\u2019abilitazione<\/strong>, la quale potr\u00e0 essere ottenuta soltanto dopo aver sostenuto un corso a pagamento. Questo unicum ha rappresentato un ulteriore fattore destabilizzante per chi oggi vuole insegnare e che abbiamo deciso di ascoltare. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-ad0c6b64b999477ded2b6f6d0abf86b2\">Le nostre <strong>voci dalla cattedra<\/strong> sono di E.C e di D.P entrambe insegnanti precarie.<br><br><br><strong>Quali sono state le vostre impressioni sulla prova scritta del concorso in atto?<br>D: <\/strong>Al netto di una mole di studio esagerata (i quesiti stando alle direttive del ministero riguardavano psicologia, pedagogia, inclusione, metodologia didattica, valutazione, tecnologie per l\u2019apprendimento, inglese a livello B2 e normativa scolastica con focus sui documenti chiave [N.d.R.]) e quindi di un impegno da dedicare allo studio considerevole, le cinquanta domande proposte a risposta multipla erano semplici e superficiali, con due risposte tra le quali riflettere e due palesemente sbagliate. <strong>Pur avendo passato la prova \u00e8 stato un\u2019esperienza insoddisfacente e disorientante.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Parte della confusione deriva dal confronto con quanto \u00e8 accaduto nel 2020. La prima prova di allora ha prodotto una percentuale di non idonei vicina all\u201980%, mentre in quella di quest\u2019anno il rapporto tra promossi \u00e8 bocciati \u00e8 stata totalmente ribaltata. La differenza pi\u00f9 immediata sta nel fatto che nel concorso 2024 la parte scritta \u00e8 generica, ci\u00f2 uguale per tutti gli aspiranti, mentre nel precedente ciascuna classe di concorso aveva in aggiunta delle domande specifiche sulle materie per le quali si concorreva. Abbiamo chiesto ad E. di dirci di pi\u00f9 sul concorso precedente<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E: <\/strong>Le domande erano votate al nozionismo puro, fin troppo specifiche e talvolta con palesi ambiguit\u00e0 interpretative. Tant\u2019\u00e8 che il giorno in cui ho sostenuto la prova nessuno del mio gruppo \u00e8 risultato idoneo. \u00c8 stato presentato un ricorso, sono stati coinvolti esperti e docenti universitari, persino il professor Barbero si \u00e8 pubblicamente espresso sulle domande per la classe di concorso di Storia e Filosofia sostenendo che nemmeno lui sarebbe stato in grado di rispondere. In ogni caso, il ricorso \u00e8 stato rigettato mesi dopo, senza ulteriori spiegazioni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quali sono le ragioni alle base di due impostazioni cos\u00ec differenti?<br>E: <\/strong>Credo che le domande semplici sono state fatte ad arte per evitare ricorsi, rinviando la vera selezione all\u2019orale. Anzi, forse anche prima. In molti casi i candidati saranno costretti a sostenere la prova fuori dalle proprie regioni di appartenenza e questo far\u00e0 in modo che <strong>l\u2019economia sar\u00e0 il primo fattore discriminante.<\/strong> Chi potr\u00e0 permettersi il viaggio e il pernottamento andr\u00e0 a sostenere la prova, chi non potr\u00e0 rinuncer\u00e0 naturalmente. Se poi aggiungiamo che il concorso non \u00e8 abilitante e consente l\u2019accesso ad un corso a pagamento\u2026<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Abbiamo gi\u00e0 parlato della compravendita dei titoli sulle nostre pagine ( leggi qui), qual \u00e8 la vostra percezione di questo business?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><br> D: <\/strong>Che ci si vada a comprare un titolo, una spesa pi\u00f9 che un investimento, dato che alla fine di quest&#8217;anno i 24 CFU non saranno pi\u00f9 sufficienti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E<\/strong>: Ormai sono nel loop, non mi pongo nemmeno pi\u00f9 il problema dei soldi spesi, soldi che non saranno mai recuperati. Inizio a pensare che siano modi per mettere in giro soldi pi\u00f9 che nuovi contenuti. Ho conseguito il TFA e la met\u00e0 delle nozioni del corso le conoscevo gi\u00e0, l\u2019altra met\u00e0 le ho approfondite per conto mio. C\u2019\u00e8 da dire poi che se tutti avranno modo di accedere a questi corsi sar\u00e0 un po\u2019 come se nessuno migliorasse davvero la sua posizione a livello di punteggi in graduatoria. Siamo <strong>macchine da soldi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quali sono state le difficolt\u00e0 pi\u00f9 grandi nell\u2019inserimento in questo mondo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>D: <\/strong>Ho iniziato in novembre, il primo stipendio \u00e8 arrivato a febbraio e sono stata anche fortunata perch\u00e9 per altri colleghi nella stessa condizione c\u2019\u00e8 stato da attendere pi\u00f9 tempo. Non sono mai riuscita a lavorare dall\u2019inizio alla fine dell\u2019anno e questo influisce sulla continuit\u00e0 didattica: quando sono arrivata i ragazzi non avevano nemmeno gli strumenti per affrontare la materia. Mi sento dispiaciuta di non poter dare di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E: <\/strong>Il primo grande scoglio \u00e8 la burocrazia. Molti aspiranti colleghi, anche brillanti, non hanno proprio il tempo materiale per capire come funziona, soprattutto se fanno altri mestieri, e quindi lasciano perdere. Il problema \u00e8 che anche qui non c\u2019\u00e8 tempo. Pianificare una lezione che utilizzi le nuove tecniche di insegnamento \u00e8 un lavoro davvero lungo e faticoso e non sempre si ha modo di preparale adeguatamente. \u00c8 un peccato perch\u00e9 i ragazzi lo meriterebbero. Come meriterebbero degli insegnanti che li accompagnino lungo tutto il percorso di studi. Ma talvolta bisogna fare delle scelte. Per esempio, sento adesso la necessit\u00e0 di trasferirmi perch\u00e9 Milano non \u00e8 una citt\u00e0 facile, le spese non consentono una vita dignitosa. Io mi sono posta il dubbio se sia o meno la scelta giusta per i miei studenti, ma sembra ormai una lotta per la sopravvivenza in cui tutti paghiamo le spese.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La domanda sorge spontanea di fronte a tutto quello che ci siamo detti: chi ve lo fa fare? Perch\u00e9 continuate su questa strada nonostante tutto?<br> D: <\/strong>Mi viene in mente quello che diceva Lorca a proposito del <em>duende<\/em>. L\u2019insegnate vero \u00e8 quello che ha dentro questo <em>daimon<\/em>. Insegnare non \u00e8 una missione, ma \u00e8 qualcosa che ci rende vivi. I giovani ti riempiono l\u2019anima. E poi questi ragazzi hanno bisogno di essere visti, in tutte le loro parti, ogni giorno. Non hanno bisogno di giudizi, anzi, bisogna proprio liberarli dal giudizio. A volte gli ultimi dieci minuti di lezione sarebbe bene impiegarli per parlare con loro, per capirli, per vedere come intendono le relazioni e il mondo. Hanno bisogno di sicurezze, ma siamo noi i primi a non averne.<\/p>\n\n\n\n<p>E: Ci sono due motivazioni. La prima \u00e8 personale. Raccontare \u00e8 l\u2019unica cosa che so fare, che mi diverte. La seconda \u00e8 politica, perch\u00e9 credo fermamente che abbiamo il dovere di portare nella scuola cose ed energie nuove. Non bastano pi\u00f9 le lezioni frontali, che purtroppo sono la metodologia principale della scuola italiana. Anche con quattro slide proiettate, una lezione di quel tipo resta tale. Non sono scoperte recenti quelle sull\u2019importanza del gioco e del divertimento sull\u2019apprendimento. Purtroppo per\u00f2, le modalit\u00e0 concorsuali premiano determinati tipi di insegnati, quelli orientati al nozionismo. Ma la nozione specifica si pu\u00f2 recuperare nella fase preparatoria della lezione, invece l\u2019impianto metodologico non pu\u00f2 e non deve essere improvvisato. I ragazzi lo meriterebbero, come meriterebbero una continuit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutti noi abbiamo ricordi legati ai banchi di scuola. Per alcuni costituiscono i momenti pi\u00f9 felici della propria vita, per altri anni da dimenticare, per altri ancora piacevoli specchi per riconoscersi o, al contrario, in cui capire quanto si cambia nel corso del tempo. 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