{"id":7330,"date":"2024-10-23T14:41:30","date_gmt":"2024-10-23T12:41:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ofpublicinterest.eu\/?p=7330"},"modified":"2024-10-23T14:42:25","modified_gmt":"2024-10-23T12:42:25","slug":"da-matilde-serao-al-giornalismo-di-oggi-per-fare-luce-sulla-citta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ofpublicinterest.eu\/index.php\/2024\/10\/23\/da-matilde-serao-al-giornalismo-di-oggi-per-fare-luce-sulla-citta\/","title":{"rendered":"Da Matilde Serao al giornalismo di oggi per fare luce sulla citt\u00e0."},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Piove, ma nessuno accenna a muoversi. Durante una delle tante presentazioni in citt\u00e0 del nuovo libro di Massimiliano Virgilio,  le teste sono rivolte al banchetto, antistante la libreria Langella<\/em>,<em> promotrice dell&#8217;incontro, e nessuno appare demotivato dalle gocce d&#8217;acqua che iniziano a cadere.<\/em> <em>Una forma di resistenza, forse, lungo la via dei libri che oggi si sta trasformando per via dei numerosi locali di ristorazione che hanno aperto negli ultimi tempi.<\/em> <em>La presentazione inizia dopo poco, nella libreria Amodio difronte, che apre le porte ad un gruppo di lettori cos\u00ec accaniti da portare uno ad uno la propria sedia per sentire parlare di  &#8220;Luci sulla citt\u00e0: un&#8217;inchiesta per Matilde Serao&#8221;.<\/em> <em>Un giallo, una biografia, un romanzo storico. Un libro che racchiude in se&#8217; una commistione di generi e una complessit\u00e0 che si sposa bene, con il personaggio di Matilde, una donna dalle molteplici sfaccettature e conflitti<\/em>, <em>che attraverso l&#8217;inchiesta messa in piedi da Virgilio ci permette di riflettere sul giornalismo contemporaneo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Perch\u00e8 Matilde Serao?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e8 mi ha sempre affascinato la sua complessit\u00e0. L&#8217;ho scoperta durante un&#8217;estate della mia adolescenza e me ne sono innamorato. Era una donna di potere, giornalista, imprenditrice e madre.  Aveva in se&#8217; molto contraddizioni. Basti pensare che se con &#8220;<em>Il ventre di Napoli<\/em>&#8221; aveva accusato il potere dello sventramento della citt\u00e0, svelando il lato speculativo della politica, durante le estati era solita recarsi in Piemonte in cerca di finanziamenti, che l&#8217;hanno spinta spesso a compromessi nella linea editoriale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Complessit\u00e0 o ipocrisia?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Complessit\u00e0. Non si pu\u00f2 guardare ad una donna dell&#8217;800&#8242; con le categorie di oggi. E poi, nelle contraddizioni di Matilde Serao c&#8217;era movimento vitale. Possedeva tesi e antitesi. Riusciva ad essere fertile e a creare consapevolezze nel lettore. Era alla ricerca della verit\u00e0, ma ha vissuto un momento storico in cui la stampa non era veramente libera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Pensi che oggi sia libera?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">No. C\u2019\u00e8 stato un momento in cui lo \u00e8 stata maggiormente, precedente a quest\u2019ondata populistica che ha dato in pasto al mercato ogni libert\u00e0 di stampa. Parlo del periodo dal dopoguerra agli anni duemila, quando attraverso i finanziamenti pubblici, con tutti i limiti e gli ingiustificati privilegi che ha generato, ci siamo avvicinati al pluralismo informativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Questo libro rianima il fascino e il valore del mestiere. Si pu\u00f2 ancora guardare al giornalismo come missione sociale?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi esistono molte brave giornaliste e giornalisti davvero bravi, persino nei mezzi di informazioni pi\u00f9 asserviti, quindi non bisogna mai generalizzare. Per\u00f2 la situazione non \u00e8 di certo la migliore per un paese sviluppato. Ci vorrebbero innanzi tutto grandi giornalisti ed editori in grado di valorizzarli. La situazione dei giornali oggi \u00e8 cos\u00ec complicata che, per quanto triste, forse la ricerca della verit\u00e0 bisognerebbe condurla al di fuori dai giornali. C&#8217;\u00e8 un&#8217;infiltrazione tra il mondo dell&#8217;impresa e il mondo del giornalismo che fa rabbrividire. Non puoi dire che i clic o gli stream corrispondono al numero di lettori, n\u00e9 che i clic o gli stream sono una libera scelta del lettore perch\u00e9 gratis. Ogni volta che qualcosa ci viene presentata come gratuita, in realt\u00e0 non sappiamo che la stiamo pagando in un altro modo. Oggi chi decide di raccontare lo fa in autonomia. \u00c8 un lavoro che richiede un grande investimento su se stessi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Che cosa spinge a fare questo investimento?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non vale per tutti, ma credo che l&#8217;ambizione di un giornalista sia generare un cambiamento attraverso la parola. I pi\u00f9 grandi cambiamenti sociali sono avvenuti attraverso le parole, attraverso la capacit\u00e0 che ha qualcuno di far cambiare lo sguardo su una questione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Come Matilde Serao che non si rassegna alla versione dei fatti sulla morte del socialista Carlo Montanari ?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si, come Matilde Serao che va per tuguri e non si rassegna alla quiescienza e al torpore esterni e si mette a scavare. Il cambiamento passa attraverso il conflitto. Il potere da sempre utilizza l&#8217;escamotage della quiescenza, \u00e8 pericoloso vivere tra parole accondiscendenti, che non raccontano l&#8217;orrore o il dolore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><br>Ad un certo punto scrivi che Matilde si \u00e8 imborghesita, che \u00e8 aumentata la distanza tra lei e il territorio. Quando c\u2019\u00e8 quella distanza dovuta al linguaggio, pu\u00f2 un giornalista veramente comprendere?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma si, secondo me un vero giornalista fa proprio questo, ha sempre a disposizione degli strumenti culturali, o borghesi, se vuoi, da mettere in gioco nel contesto che vuole raccontare. Sono strumenti che appartengono alle varie forme di intelligenza: emotiva, educazione politica, sociale. Matilde Serao aveva lavorato come telegrafista alle poste del Regno d\u2019Italia ed era entrata in contatto con quel mondo povero, dove le donne erano un oggetto, quindi lei aveva vissuto la povert\u00e0 e sapeva che cosa significava da dentro. Per\u00f2 i giornalisti non possono vivere tutti i contesti che raccontano e questo non sminuisce o non rende impossibile il loro lavoro. Bisogna avere quella cosa che affermava Emily Dickinson quando diceva \u201cla foggia della tua croce somiglia un po\u2019 alla mia\u201d. Deve esserci quella somiglianza della foggia della croce che portiamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Qual \u00e8 la tua croce?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Credo che abbia a che fare con una forma di smarrimento dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza. Provo a riconoscere quello che nelle fasi di una vita porta a deviare un percorso in modo inequivocabile e netto rispetto a quello di altri. Provo a capire sempre quale sia il momento in cui un giovane possa smarrirsi. Vivo una citt\u00e0 dove la parte fortunata e la parte sfortunata stanno nello stesso palazzo. Io sono nato in un lato complicato, quando scrivo inseguo la croce di chi si \u00e8 perso per condividerne un po&#8217; il peso.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Che cosa servirebbe per fare luce sulla citt\u00e0 che viviamo oggi e anticipare le deviazioni dai percorsi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Napoli sta cambiando ma senza un vero conflitto, attraverso una tendenza che si era gi\u00e0 vista dopo il terremoto, cio\u00e8 la volont\u00e0 di espellere le masse popolari dai quartieri che hanno storicamente abitato. La peste del ventunesimo secolo non \u00e8 il covid, ma il turismo di massa, che sta creando danni incredibili all&#8217;abilit\u00e0 e sta lasciando sempre pi\u00f9 spazio alla criminalit\u00e0 organizzata, alimentando lo sfruttamento e il lavoro a nero. Quello che \u00e8 accaduto a Scampia quest&#8217;anno <strong>non \u00e8 legato solo ad una questione spaziale, ma sociale<\/strong>, ma al fatto che molte famiglie l\u00ec, come a Caivano o Ponticelli, non hanno diritto ad alloggiare. Nessuno fitterebbe loro una casa. Questi quartieri poi sono da sempre carenti dal punto di vista dei servizi e le condizioni di povert\u00e0 in cui vertono molte famiglie si stanno aggravando, mentre Napoli sta diventando un commercio di corpi e bellezza fittizia e si stanno sradicando le radici profonde della cultura di un popolo che per essere tutelate dovrebbero manifestarsi nella vita quotidiana, nell&#8217;atto dell&#8217;abitare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Piove, ma nessuno accenna a muoversi. 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