{"id":7425,"date":"2024-12-04T08:20:00","date_gmt":"2024-12-04T07:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ofpublicinterest.eu\/?p=7425"},"modified":"2024-12-05T12:00:51","modified_gmt":"2024-12-05T11:00:51","slug":"democrazione-libere-antisemitismo-e-repressione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ofpublicinterest.eu\/index.php\/2024\/12\/04\/democrazione-libere-antisemitismo-e-repressione\/","title":{"rendered":"Democrazione libere? Antisemitismo e repressione"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo Novembre il parlamento tedesco ha approvato l\u2019ennesima <strong>risoluzione sull\u2019antisemitismo<\/strong>. Secondo <a href=\"https:\/\/www.amnesty.de\/pressemitteilung-antisemitismus-resolution-deutschland-verabschiedung-gefahr-grundrechte\">Amnesty<\/a> International e altre ONG, il linguaggio vago della risoluzione permette un\u2019ampia criminalizzazione delle critiche a Israele, danneggiando la libert\u00e0 di espressione, libert\u00e0 di assemblea e le libert\u00e0 culturali ed accademiche. Le conseguenze arriverebbero ad ammettere la possibilit\u00e0 di negare finanziamenti statali a progetti culturali o artistici \u201c<a href=\"https:\/\/www.theleftberlin.com\/nadija-samour-antisemitism-resolution-germany-deportations\/\">con potenziale contenuto antisemita<\/a>\u201d, cos\u00ec come avallare l\u2019espulsione di studenti dall\u2019universit\u00e0 o la negazione del diritto di asilo o del permesso di soggiorno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Italia pi\u00f9 di un mese fa la questura di Roma aveva vietato la manifestazione pro-Palestina del 5 ottobre per motivi legati alla sicurezza pubblica, menzionando il rischio di esaltazione del 7 ottobre e dunque la possibilit\u00e0 di una escalation violenta e di linguaggio antisemita. Come <a href=\"https:\/\/www.amnesty.it\/dichiarazione-sul-divieto-di-manifestare-il-5-ottobre-a-roma-per-la-palestina\/\">commenta<\/a> Amnesty, il diritto di protesta \u00e8 sancito sia nazionalmente che internazionalmente. Assemblee pacifiche, spontanee e non, vanno protette e facilitate dallo stato e le restrizioni non dovrebbero essere relative al contenuto delle manifestazioni. Il divieto ha creato divisioni sia nell\u2019opinione pubblica che nel movimento pro-Palestina: alcune sigle e organizzazioni hanno scelto di scendere in piazza, altre si sono ritirate dopo il divieto per non incorrere in sanzioni.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Questo scenario porta ad interrogarsi sul concetto di democrazia e su quali siano i limiti della libert\u00e0 di espressione<\/strong>.<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La questione dell\u2019antisemitismo, di quali opinioni politiche siano ammesse o meno nello spazio pubblico \u00e8 complessa. Se da un lato \u00e8 chiaro che non va lasciato spazio a discorsi di odio, dall\u2019altro un\u2019eccessiva repressione delle manifestazioni di piazza&nbsp; da parte dello stato rischia di soffocare il dialogo interno ai movimenti e di fomentare la polarizzazione tra elementi pi\u00f9 o meno radicali. <strong>Il movimento pro-Palestina contiene una variet\u00e0 di posizioni politiche diverse, ma sicuramente gli elementi antisemiti non rappresentano una maggioranza, n\u00e9 in Italia n\u00e9 altrove<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La questione sorta in Italia in seguito alla manifestazione del 5 ottobre in merito ad articolare il discorso pro-Palestina senza negare l\u2019autodeterminazione del popolo palestinese, ma anche senza giustificare posizioni ideologiche ultranazionaliste, \u00e8 fondamentale. D\u2019altra parte, perch\u00e9 tale dibattito sia anche solo possibile \u00e8 necessario che lo spazio pubblico non diventi appannaggio solo delle opinioni accettabili dal punto di vista di un governo che, quale che sia la ragione, ha un chiaro <a href=\"https:\/\/www.ilmanifestoinrete.it\/2024\/10\/30\/gli-scambi-commerciali-tra-italia-e-israele-visti-da-tel-aviv\/\"><strong>interesse politico ed economico<\/strong><\/a> nella continuazione del genocidio in Palestina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>In questo senso, l\u2019esempio della Germania e dell\u2019Austria \u00e8 utile da osservare<\/strong>. Se da un lato infatti \u00e8 un contesto politico diverso dall\u2019Italia, dall\u2019altro il loro caso mostra come la strumentalizzazione dell\u2019accusa di antisemitismo a scopo repressivo \u00e8 un trend che, secondo un <a href=\"https:\/\/elsc.support\/resources\/suppressing-palestinian-rights-advocacy\">report<\/a> del 2023 dell\u2019ELSC (Centro di Supporto Legale Europeo), si sta diffondendo a livello europeo e che alimenta le retorica anti-migrazione e mette a rischio la tenuta di dirtti umani fondamentali quali la libert\u00e0 di espressione e di protesta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il contesto politico in Austria e Germania<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per comprendere il contesto politico dei paesi germanofoni occorre <strong>guardare alla storia<\/strong> dopo la seconda guerra mondiale. Cos\u00ec come in Germania, una parte fondamentale della ricostruzione post-bellica e post-Olocausto in Austria \u00e8 stata quella di impegnarsi nel <a href=\"https:\/\/www.diepresse.com\/5979884\/zeichen-der-solidaritaet-auf-dem-bundeskanzleramt-weht-nun-die-israelische-flagge\">sostegno allo stato di Israele<\/a> e alla sua sicurezza (economica, politica e militare). <strong>L&#8217;Austria ha dichiarato e sostenuto lo Stato di Israele, giustificando tale posizione con la responsabilit\u00e0 storica legata all\u2019Olocausto.<\/strong> <strong>Tuttavia, questa narrativa spesso assume toni autoassolutori ed \u00e8 accompagnata da una realt\u00e0 sociale in cui l\u2019odio verso le minoranze \u00e8 in forte aumento, in particolare dopo la vittoria della destra alle ultime elezioni<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2023,<em> l\u2019organizzazione Dokustelle \u00d6sterreich<\/em> ha registrato <a href=\"https:\/\/dokustelle.at\/reports\/dokustelle-report-2023\"><strong>1.522 attacchi razzisti <\/strong><\/a>contro musulmani o persone percepite come tali, il doppio dei casi riportati l&#8217;anno precedente. Analogamente,<em> il Rapporto sull&#8217;antisemitismo 2023<\/em> della Comunit\u00e0 ebraica di Vienna ha evidenziato un <a href=\"https:\/\/www.antisemitismus-meldestelle.at\/berichte\">aumento del 60% degli episodi di antisemitismo<\/a>, in gran parte legati all&#8217;estremismo di destra.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Definizione di antisemitismo<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un significativo punto di contesa quando si parla di Israele e Palestina, ruota attorno alla <strong>definizione di antisemitismo<\/strong>. Il gi\u00e0 citato rapporto della Comunit\u00e0 ebraica infatti equipara l&#8217;antisemitismo all&#8217;antisionismo e alla critica di Israele. Inoltre, il rapporto divide i motivi di antisemitismo in categorie di destra, sinistra e musulmani, <strong>sottintendendo che l&#8217;essere musulmani di per s\u00e9 porta all&#8217;antisemitismo, indipendentemente dalle opinioni politiche<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2017, l&#8217;Austria ha approvato la controversa definizione di antisemitismo dell&#8217;<em>IHRA<\/em> e nel 2020 il Parlamento austriaco, come la Germania, ha definito il movimento <em>BDS <\/em>(Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni) come antisemita. L\u2019uso ampio dell\u2019accusa di antisemitismo rivolto alle voci critiche delle politiche israeliane ha un rapporto diretto con la repressione dell&#8217;attivismo pro-palestinese, incluse le continue<a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/DAqHqFOMGnH\/\"> cancellazioni di eventi<\/a> e i <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/DA0UHxxMkis\/\">divieti alle manifestazioni<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Austria, avere una posizione pro-Israele \u00e8 considerato normale, mentre il sostegno alla Palestina \u00e8 visto automaticamente come una posizione radicale, di apologia del terrorismo o addirittura come una posizione antisemita. Il vero problema di questa polarizzazione non \u00e8 l&#8217;esistenza di opinioni diverse, ma piuttosto la censura e la repressione che subisce il movimento di solidariet\u00e0 con la Palestina che manifesta contro apartheid, <a href=\"https:\/\/www.ofpublicinterest.eu\/index.php\/2024\/03\/08\/nessuna-pace-sotto-occupazione\/\" title=\"\">occupazione<\/a> e pulizia etnica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La soppressione del dialogo da parte delle istituzioni, divide il fronte della giustizia sociale e rafforza il continuo sostegno austriaco alle politiche genocide israeliane.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il mito dell&#8217;antisemitismo importato<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei Paesi di lingua tedesca, la narrativa dell&#8217;\u201cantisemitismo importato\u201d sposta la questione dell&#8217;antisemitismo sulle comunit\u00e0 di immigrati, in particolare arabi e musulmani. Questa narrazione viene utilizzata per mettere a tacere le critiche a Israele, nascondendo allo stesso tempo l&#8217;antisemitismo della destra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L&#8217;Austria e la Germania utilizzano la lotta all&#8217;antisemitismo come un\u2019arma per prendere le distanze dal proprio passato nazista<\/strong>. La maggior parte degli austriaci preferisce identificarsi con le vittime ebree dell\u2019attacco di Hamas piuttosto che riconoscere il proprio ruolo nelle atrocit\u00e0 storiche del proprio paese, tra cui l&#8217;Olocausto e l&#8217;imperialismo, cos\u00ec come il proprio ruolo nel supporto ad un genocidio nel presente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019arma dell\u2019antisemitismo \u00e8 molto efficace nel mettere a tacere le voci pro-palestinesi e che protestano contro il genocidio<\/strong>. Ironia della sorte, il filosemitismo messo in atto dallo stato \u00e8 esso stesso antisemita, in quanto presume che tutti gli ebrei siano necessariamente sionisti, mettendo a tacere il dissenso e la cr<a href=\"https:\/\/kommunistischejugend.at\/2023\/12\/interview-mit-den-judeobolschewienerinnen\/\">itica antisionista degli stessi ebrei.<\/a>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Islamofobia e antiterrorismo<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2020, la polizia austriaca ha condotto un\u2019operazione dal nome <em>Operazione Luxor<\/em>, facendo irruzione in 70 abitazioni private di famiglie musulmane in un&#8217;operazione di antiterrorismo molto criticata. Non solo, sono state prese di mira istituzioni, enti di beneficenza ed intellettuali musulmani, scatenando l&#8217;indignazione di alcuni gruppi per i diritti umani che <a href=\"https:\/\/www.cage.ngo\/articles\/executive-summary---operation-luxor-unraveling-the-myths-behind-austria-s-largest-ever-peacetime-police-raids\">hanno condannato i raid<\/a> come politicamente motivati dall&#8217;islamofobia. Nessuno degli indagati di questa operazione \u00e8 stato successivamente arrestato o condannato per terrorismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Proprio come le accuse di antisemitismo sono usate per mettere a tacere le voci pro-palestinesi, <a href=\"https:\/\/www.ofpublicinterest.eu\/index.php\/2024\/01\/24\/dal-sudafrica-alla-palestina-pace-significa-non-violenza\/\" title=\"\">l&#8217;etichetta di terrorismo<\/a> \u00e8 usata come strumento di panico morale. Questa etichetta indica tutti i musulmani, in particolare i giovani di sesso maschile, come potenziali terroristi, dando allo Stato la giustificazione per sorvegliare e punire l&#8217;intera comunit\u00e0. <strong>La dinamica che risulta dall\u2019intreccio tra islamofobia e accuse di antisemitismo \u00e8 un meccanismo chiave nella repressione anti-palestinese.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Rompere il silenzio<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019<a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/archive_of_silence\/\">archivio del silenzio<\/a><\/strong> \u00e8 un\u2019iniziativa berlinese che si occupa di documentare la repressione silenziosa del movimento pro-palestinese in Germania. Attraverso la raccolta di eventi in cui intellettuali, artisti, accademici sono stati censurati e gli \u00e8 stato impedito di svolgere il proprio lavoro critico, a volte solo per un post su Instagram considerato antisemita, l\u2019archivio del silenzio ci parla dell\u2019altra faccia della medaglia della repressione violenta e brutale delle manifestazioni a Berlino e in altre citt\u00e0 tedesche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il divieto a manifestare che abbiamo visto in Italia il mese scorso, cos\u00ec come le manganellate, gli arresti e la repressione fisica, sono il primo e forse pi\u00f9 eclatante passo verso la repressione di movimenti che esprimono dissenso nei confronti di certe politiche. La censura, le cancellazioni e i divieti, il seminare divisioni tra manifestanti \u201cbuoni\u201d e \u201ccattivi\u201d, la retorica anti-immigrazione e anti-terrorismo sono altre tattiche repressive ma altrettanto efficaci di contenimento del dissenso ed esternalizzazione del problema.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La questione di Israele-Palestina e dell\u2019attivismo contro il genocidio diventa, da un punto di vista interno, uno spunto per interrogarci sullo stato delle cosiddette democrazie liberali. Ci sprona a riflettere sui confini da tracciare all&#8217;interno di uno spazio pubblico tra tutela della libert\u00e0 di espressione<\/strong> <strong>e regolamentazione della violenza e, soprattutto, a domandarci quando quest&#8217;ultima possa trasformarsi in repressione del dissenso.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Illustrazione di<\/strong> <strong>Michele Palumbo<\/strong> (<em>Diplomato alla scuola di Italiana di Comix in Concept art e illustrazione digitale. Dopo alcune esperienze freelance come designer nel campo dei videogames si specializza in visual-development per il cinema d\u2019animazione e segue dei master presso la Genius Accademy di Roma per ampliare le competenze in illustrazione digitale)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">References<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Author Collective sc\u0103pa \u062f\u0647\u0627\u0634<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>(2024) Witnessing the Architecture of a Cancellation: The Silencing of Voices on Palestine in Austrian Academia, Middle East Critique, 33:3, 377-395.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Klaudia Wieser (2024) in Sayigh Rosemary. Becoming Pro-Palestinian: Testimonies from the global solidarity movement. I.B. Taurus<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il primo Novembre il parlamento tedesco ha approvato l\u2019ennesima risoluzione sull\u2019antisemitismo. Secondo Amnesty International e altre ONG, il linguaggio vago della risoluzione permette un\u2019ampia criminalizzazione delle critiche a Israele, danneggiando la libert\u00e0 di espressione, libert\u00e0 di assemblea e le libert\u00e0 culturali ed accademiche. 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