{"id":8319,"date":"2025-10-24T17:58:26","date_gmt":"2025-10-24T15:58:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ofpublicinterest.eu\/?p=8319"},"modified":"2025-10-24T17:58:26","modified_gmt":"2025-10-24T15:58:26","slug":"occupare-una-terra-per-cancellarne-un-popolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ofpublicinterest.eu\/index.php\/2025\/10\/24\/occupare-una-terra-per-cancellarne-un-popolo\/","title":{"rendered":"Occupare una terra per cancellarne un popolo."},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019occupazione israeliana in Cisgiordania attraverso gli occhi di Mediterranea Saving Humans <\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p><em>Dall\u2019accompagnare i bambini a scuola, all\u2019andare a lavorare, al portare il bestiame al pascolo, la quotidianit\u00e0 della popolazione della Massafer Yatta, una piccola regione agricola in Cisgiordania, \u00e8 continuamente ostacolata dai coloni.<strong> <\/strong><\/em>A partire da gennaio 2025 <em><strong><a href=\"https:\/\/mediterranearescue.org\/it\" title=\"Mediterranea Saving Humans\">Mediterranea Saving Humans<\/a> (MSH) <\/strong>ha iniziato un\u2019attivit\u00e0 continuativa  di supporto alla popolazione palestinese e di monitoraggio delle violazioni di diritti umani compiute a danno della popolazione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il<strong> 22 ottobre 2025<\/strong>, nella cornice di Palazzo Giusso, sede storica dell\u2019Universit\u00e0 di Napoli \u201cL\u2019Orientale\u201d \u00e8 stato presentato<a href=\"https:\/\/mediterranearescue.org\/media\/pages\/news\/rapporto-mediterranea-with-palestina\/832fe0b8f1-1752658413\/mwp_rapporto_mid_2025.pdf\" title=\" il primo rapporto semestrale \"> <strong>il primo rapporto semestrale<\/strong> <\/a>sulle violazioni dei diritti umani compiute ai danni della popolazione palestinese\u00a0da\u00a0parte dei coloni israeliani in Cisgiordania, pubblicato da Mediterranea Saving Humans (MSH). Un rapporto basato su testimonianza audio-visive, dati e documenti, raccolti grazie alla collaborazione con il progetto <strong>Operazione Colomba<\/strong>, con l\u2019associazione palestinese <strong>Youth of Sumud<\/strong> e attraverso gli attivisti italiani di MSH direttamente impegnati nella Massafer Yatta.<a href=\"applewebdata:\/\/DCCD6ED4-E2E2-4E7B-AEA8-0CF682207296#_edn3\"><sup>[i]<\/sup><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019area al centro del rapporto \u00e8 quella del villaggio a-Twani, che sorge nella cossidetta \u201cZona C\u201d: si tratta di un\u2019area definita dagli Accordi di Oslo (1995), comprendente circa il 60% della Cisgiordania.\u00a0<em>\u201cL\u2019area \u00e8 attualmente sotto un regime di occupazione\u00a0<\/em>de facto<em>, essendo sottoposta alla gestione amministrativa e militare israeliana nonostante sia abitata per la stragrande maggioranza da palestinesi\u201d\u00a0<\/em>spiega <strong>Laura Marmorale<\/strong>, Presidente di MHS e prosegue\u00a0<em>\u201cLa situazione \u00e8 paradossale, perch\u00e9 ogni violazione del diritto compiuta dai coloni, quando denunciata, pu\u00f2 essere accolta solo dalle stesse autorit\u00e0 israeliane, che in un terzo dei casi raccolti dal report di Mediterranea si rivalgono sulla stessa popolazione palestinese con rappresaglie e violenze.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>I dati<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Il lavoro di&nbsp;<strong>MSH&nbsp;<\/strong>ha registrato&nbsp;<strong>una media dalle cinque alle sette violazioni&nbsp;&nbsp;quotidiane<\/strong>, oltre a un intensificarsi delle azioni armate contro i villaggi che a partire dal 7 ottobre, e in un crescendo di intensit\u00e0 dall\u2019inizio del 2025, che hanno determinato la rasa al suolo interi insediamenti.&nbsp;<strong>Tutti questi elementi, letti in un quadro di insieme, materializzano non solo la volont\u00e0 di occupazione della terra, ma anche l\u2019intenzione di cancellare di un popolo.<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>\u00c8 fondamentale che si sappia che non sembra esistere distinzione fra esercito e coloni nel compimento delle violazioni dei diritti umani ai danni dei palestinesi.\u00a0La cancellazione di un popolo, che \u00e8 a Gaza \u00e8 stata deflagrante, qui procede in maniera sistematica, capillare e agevolata dal supporto passivo della stampa.  <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">Laura Marmorale <\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un report dettagliato<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Con il contributo del prof.\u00a0<strong>Luigi Daniele<\/strong>\u00a0( Universit\u00e0 del Molise ) il rapporto presenta i caratteri formali ideali per essere preso in considerazione dalla\u00a0<strong>Corte Penale Internazionale<\/strong>. \u00ab<em>La novit\u00e0 di questo report\u00bb spiega Daniele \u00ab\u00e8 che la pulizia etnica che sta avvenendo \u00e8 documentata in dettaglio, grazie al lavoro degli attivisti: i protagonisti delle violazioni sono localizzati e individuati,\u00a0puntando l\u2019attenzione sugli aspetti quotidiani dell\u2019occupazione ed evidenziando la fisionomia del potere dei coloni.\u00a0Il report presentato  oggi<\/em>\u00a0<em>\u00e8 il bilancio conclusivo di decenni di report, indagini e appelli lanciati dagli osservatori internazionali attivi in Cisgiordania, a Gaza e nei territori occupati di Palestina.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abIn quindici anni di lavoro ho compreso che ci\u00f2 che il sionismo eliminazionista aborrisce pi\u00f9 di ogni altra cosa \u00e8 la documentazione dettagliata delle sue violazioni\u00bb<\/em>&nbsp;osserva ancora Luigi Daniele, a ribadire l\u2019importanza e la grande opportunit\u00e0 rappresentata dal report di MSH, non solo per offrire un nuovo documento agli specialisti dei diritti umani, ma anche in quanto segnale delle possibilit\u00e0 nelle mani della societ\u00e0 civile.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La posizione di Mediterranea<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>MSH esercita un ruolo di assistenza mediante azioni&nbsp;<strong>di interposizione non violenta<\/strong>&nbsp;fra i coloni e gli abitanti dei villaggi palestinesi. In ci\u00f2 si affianca a un movimento,&nbsp;<strong>Youth of Sumud<\/strong>, nato nel territorio e animato dalle comunit\u00e0 locali, che mette in campo una resistenza non armata contro l\u2019occupazione. \u201c<em>Contro la coalizzazione spesso riscontrata fra coloni, esercito e polizia israeliani, l\u2019interposizione non violenta si propone come opposizione di corpi e di passaporti civili, diametralmente opposta alla violenza armata che in queste zone si accompagna alla violazione dei diritti umani ai danni della popolazione palestinese<\/em>\u201d spiega Marmorale.<\/p>\n\n\n\n<p>MSH \u00e8 stata presa di mira pesantemente dai coloni e dall\u2019esercito israeliano, d\u2019altro canto le ONG sono state le prime da essere espulse dai territori occupati della Striscia di Gaza, prova dell\u2019incidenza e dell\u2019importanza del lavoro che portano avanti.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019impatto sulla coscienza civile<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Nel corso del dibattito \u00e8 emerso come l\u2019attenzione alla tragedia di Gaza sia soffocata dal dibattito intorno alla legittimit\u00e0 e liceit\u00e0 della categoria di genocidio.\u00a0<strong>Il commento di Daniele<\/strong>\u00a0ci aiuta a far chiarezza sulla questione:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p> \u201c<em>Relativizzare il crimine del genocidio in corso a Gaza sulla base dell\u2019Olocausto \u00e8 un equivoco gigantesco e pericoloso. Come dire: \u2018non si pu\u00f2 parlare di omicidio, se non in casi paragonabili al peggiore e pi\u00f9 efferato omicidio storicamente noto\u2019<\/em>.\u00a0<em> Rovescia la pi\u00f9 importante acquisizione dell\u2019antifascismo, la  codificazione del crimine di genocidio nel 1948 come strumento di prevenzione. Il pericolo \u00e8 che si legittimi qualunque operazione futura che non sia strettamente identificabile nella fattispecie dell\u2019Olocausto, mettendo cos\u00ec a rischio il diritto internazionale tanto quanto l\u2019ordinamento democratico\u201d.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Intanto <strong>Hafez Hureini<\/strong>, collaboratore sul campo di MSH ad a-Twani e membro di Youth of Sumud, ha spinto ad osservare come gli occhi del mondo si siano rivolti a Gaza quando di essa non \u00e8 rimasto pi\u00f9 nulla, mentre la Massafer Yatta offre oggi l\u2019occasione di mobilitarsi per prevenire questo stesso destino.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>L\u2019intensit\u00e0 e l\u2019ampiezza delle mobilitazioni di ottobre dimostrano che \u00e8 sempre possibile informarsi, aprire gli occhi e chiedere che i diritti vengano rispettati.\u201d&nbsp;<\/em>Aggiunge fiduciosa la Presidente di MSH, estendendo il discorso alle varie crisi umanitarie che l\u2019organizzazione sta affrontando.<\/p>\n\n\n\n<p>Nello stesso momento i fronti aperti sono tanti e diversificati, ma tutti meritano lo stesso sforzo di attenzione, perch\u00e9 dipingono insieme lo stesso scenario: ad esempio il <strong>Sudan<\/strong>, attualmente in fiamme, ha prodotto finora <strong>400.000 sfollati <\/strong>dirottati verso il Ciad, nel contesto di un genocidio ad oggi non considerato per il disinteresse della comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>MHS \u00e8 anche attualmente imputata per favoreggiamento all\u2019immigrazione clandestina per un salvataggio in mare compiuto nel 2020<\/strong>.<a href=\"applewebdata:\/\/DCCD6ED4-E2E2-4E7B-AEA8-0CF682207296#_edn4\"><sup>[ii]<\/sup><\/a>\u00a0Sette attivisti di rischiano fino a trenta anni di carcere secondo la legge attualmente vigente in Italia, e nonostante i fatti abbiano ampiamente dimostrato dalle inchieste indipendenti e dai segni visibili sui corpi dei sopravvissuti quale destino attenda i migranti estradati in Libia.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cLa volont\u00e0 di mobilitazione emersa negli ultimissimi mesi ha bisogno di essere incoraggiata, finch\u00e9 la Palestina grida ancora, e con lei i confini del nostro mondo continuano a gridare, a soffrire e a rivendicare diritti. Osservare quello che succede a Gaza \u00e8 un invito a tenere sempre aperto un osservatorio su quello che succede ai confini del nostro mondo<\/em>\u201d afferma Marmorale e prosegue:\u00a0<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><em>\u00abSe noi siamo in grado, come societ\u00e0 civile, di rivendicare il ruolo che ci spetta nella tutela delle istituzioni democratiche e di sorveglianza dell\u2019operato dei nostri governi, possiamo ancora sperare di vivere in un mondo dove valga la pena vivere come esseri umani\u00bb.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/DCCD6ED4-E2E2-4E7B-AEA8-0CF682207296#_ednref3\"><sup>[i]<\/sup><\/a>\u00a0Su Massafer Yatta, come per tutte le missioni di mare e di terra, MSH tiene un diario online periodicamente aggiornato: https:\/\/mediterranearescue.org\/it\/missioni\/filtro:Palestina<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/DCCD6ED4-E2E2-4E7B-AEA8-0CF682207296#_ednref4\"><sup>[ii]<\/sup><\/a>\u00a0https:\/\/lespresso.it\/c\/attualita\/2025\/10\/21\/processo-mediterranea-ragusa-migranti-don-luigi-ciotti-migranti\/57707. Il comunicato di MSH: https:\/\/mediterranearescue.org\/it\/news\/caso-maersk-etienne-trasformeremo-le-accuse-alla-solidarieta-nel-processo-a-chi-fa-morire-persone-in-mare<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019occupazione israeliana in Cisgiordania attraverso gli occhi di Mediterranea Saving Humans Dall\u2019accompagnare i bambini a scuola, all\u2019andare a lavorare, al portare il bestiame al pascolo, la quotidianit\u00e0 della popolazione della Massafer Yatta, una piccola regione agricola in Cisgiordania, \u00e8 continuamente ostacolata dai coloni. A partire da gennaio 2025 Mediterranea Saving Humans (MSH) ha iniziato un\u2019attivit\u00e0<\/p>\n","protected":false},"author":16,"featured_media":8320,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":{"0":"post-8319","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-reportage"},"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ofpublicinterest.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8319","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ofpublicinterest.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ofpublicinterest.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ofpublicinterest.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/16"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ofpublicinterest.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8319"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ofpublicinterest.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8319\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8321,"href":"https:\/\/www.ofpublicinterest.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8319\/revisions\/8321"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ofpublicinterest.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8320"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ofpublicinterest.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8319"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ofpublicinterest.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8319"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ofpublicinterest.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8319"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}