{"id":8375,"date":"2026-04-14T07:22:50","date_gmt":"2026-04-14T05:22:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ofpublicinterest.eu\/?p=8375"},"modified":"2026-04-14T14:05:52","modified_gmt":"2026-04-14T12:05:52","slug":"miracle-of-love","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ofpublicinterest.eu\/index.php\/2026\/04\/14\/miracle-of-love\/","title":{"rendered":"Miracle of love"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019altro giorno sono stata ad un funerale e non riesco a togliermi quella <strong>canzone<\/strong> dalla testa. L\u2019omelia l\u2019ho detestata, mi ha fatto detestare per l\u2019ennesima volta quell\u2019istituzione chiamata Chiesa. Succede sempre cos\u00ec ai funerali, detesto che un Padre Nostro prenda il sopravvento sulla <strong>storia<\/strong> di un singolo, che il segno della pace tolga spazio ad un <strong>ricordo<\/strong>.&nbsp;Lo so, funziona cos\u00ec, \u00e8 un rito, ma non mi entra in testa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quella canzone, quella canzone per\u00f2 si. E non mi lascia andare, la ascolto da giorni.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cYou just call out my name<br>And you know wherever I am<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>I&#8217;ll come running to see you again, oh baby, don&#8217;t you know<\/em><em><br>Winter, spring, summer or fall<br>Hey now, all you have to do is call<br>And I&#8217;ll be there, yes I will<br>You&#8217;ve got a friend\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8220;\u00c8 una canzone sull&#8217;amicizia, ecco. Volevo farvela ascoltare<\/em>&#8221; ha detto <strong>Mario<\/strong>, mentre la sua voce, finalmente, prendeva tutto lo spazio. <em>&#8220;Ed \u00e8 solo un caso che sia diventata la nostra canzone, una sera, in macchina, alla radio&#8221;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ma le coincidenze per me non esistono, ormai lo so da tempo. Quello che sembra capitarci e a cui facciamo caso, non \u00e8 altro che un segno luminoso di un percorso che abbiamo gi\u00e0 intrapreso, e che, secondo me, siamo destinati a compiere.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mario<\/strong> e <strong>Antonella<\/strong> per lungo tempo sono stati convinti di essere destinati ad una grande amicizia. \u201c<em>Lei ci credeva, me lo ripeteva, pensando che l\u2019amore che rende un uomo e una donna una coppia avrebbe compromesso la purezza del nostro rapporto.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il racconto di Mario fluisce perfettamente, o \u00e8 un oratore, o \u00e8 il suo cuore che parla. Il suo cuore che ricorda tutto nei dettagli e ci porta l\u00ec, a pi\u00f9 di trent\u2019anni fa, a guardarli mentre si dicono <strong>\u201c<\/strong><em><strong>solo amici<\/strong><\/em>\u201d, mentre se lo promettono.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E ci vuole tenacia, convinzione, fede, a mantenere questa promessa anche in una camera d\u2019albergo, trascorrendo tre notti l\u2019uno accanto all\u2019altra. Fede in qualcosa di grande, qualcosa di grande che pu\u00f2 nascere anche tra le piccolezze umane.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cBisogna brindare, brindare alla nostra amicizia&#8221; <\/em>ripeteva Antonella l\u2019ultima notte<em>. &#8220;Era l\u2019alba, ma per lei niente era impossibile.\u201d<\/em><strong><em>&nbsp;<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per lei niente era impossibile<\/strong>,<strong> lo ripete<\/strong>. \u00c8 in quella frase, in quel dettaglio che si cristallizza quella grandezza, \u00e8 quello sguardo di ammirazione per le sfumature del suo animo, che sancisce la dimensione del sentimento di Mario.&nbsp;<em>\u201cLei era l\u00ec a stupirsi della bellezza del mare, con due barche sotto la luce dell\u2019alba. Io ero l\u00ec a stupirmi di lei, della sua meraviglia.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Piangono tutti, tutti quelli che si erano alzati e seduti meccanicamente ai tempi dettati dalla messa. Forse piange anche il prete. Non lo so, non lo vedo, ma non capisco come si possa non piangere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dio \u00e8 qui<\/strong>, si sta muovendo nel coraggio di quella condivisione, finalmente lo sento tra di noi, \u00e8 in tutti quei dettagli della storia scalfita nel cuore di Mario, la sua storia, la loro storia, che, come tutte le grandi storie d\u2019amore, ad un certo punto, ha maturato il suo frutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Un frutto dolce come un bacio rubato qualche sera dopo, tra le scale del palazzo di Antonella. Era bastata una piccola battuta sul traghetto del ritorno per riempire il cuore e la testa di Mario di speranza, per lasciare che la meraviglia si consolidasse in un\u2019unione diversa, che ci si <em>sporcasse<\/em> un po\u2019 di amore.<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cFinalmente potevo portarla a cena fuori, ma no, lei aveva altri piani. Mi chiese di accompagnarla a casa di un\u2019amica\u201d&nbsp;<\/em>Mario smorza spesso l\u2019intensit\u00e0&nbsp;del racconto accompagnandolo con un taglio ironico: \u201c<em>Beh l\u2019amica aveva 89 anni.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Antonella lavorava in uno studio di oculistica, aveva aiutato la sua amica ad accedere ad una visita medica gratuita e le aveva procurato <strong>un paio di occhiali da vista<\/strong>. Quella sera doveva consegnarglieli. <\/p>\n\n\n\n<p>Viveva in uno sottoscala, in condizioni igieniche estremamente precarie. \u201c<em>Antonella, con disinvoltura, si avvicin\u00f2 e le mise gli occhiali sul volto. E poi inizi\u00f2 a mettere in ordine, a dare una pulita all\u2019appartamento. Io mi ritrovai mano nella mano con quella vecchietta. Era commossa e guardava il mondo con i suoi nuovi occhiali, mentre io guardavo Antonella e in quel momento desideravo che diventasse tutto il mio mondo\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ed Antonella \u00e8 diventata tutto il suo mondo, nella gioia e nel dolore. L\u2019unica frase che ho travato pertinente in quell\u2019omelia, quando di questa storia conoscevo solo il dettaglio pi\u00f9 triste, la malattia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La malattia ha travolto la vita di Antonella quindici anni fa. \u201c<em>Ma quel dolore, quella cattiva sorte, io non so esattamente cosa sia, perch\u00e9 accanto a lei tutto era facile, tutto era leggero, cos\u00ec pieno di vita, cos\u00ec pieno di gioia. Se venisse un angelo e mi offrisse 10, 20, 30 anni di lei in salute, io non cambierei un solo giorno. <strong>Siamo stati sempre felici<\/strong>.\u201d&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>James Taylor<\/strong> li accompagnava gi\u00e0 quella notte in macchina: \u201c<em>Baby, se niente va per il verso giusto, pensami, e sar\u00f2 l\u00ec ad illuminare anche la notte pi\u00f9 buia.<\/em>\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Che fortuna, penso, mentre piango, che fortuna essere qui ed ascoltarlo. Mario non mi conosce, sono un\u2019amica del figlio, ma alla fine dell\u2019omelia, io mi avvicino, mi presento e gli dico \u201c<em>Grazie<\/em>\u201d. La cosa, forse pi\u00f9 strana che si possa dire ad un uomo a cui \u00e8 morta la moglie. Non posso continuare, ma vorrei dirgli \u201c<em>Mario grazie per il <strong>miracolo del tuo amore<\/strong>, del vostro amore, grazie per averci fatto sentire che Dio esiste in tutta questa meraviglia che \u00e8 stata la vostra storia.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ma non c\u2019\u00e8 tempo, non \u00e8 il caso, non ho le parole pronte. I funerali sono <strong>riti,<\/strong> hanno dei tempi scanditi. Forse abbiamo bisogno che siano esattamente cos\u00ec, ci aiutano a confrontarci con la morte attraverso degli <strong>schemi precisi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ma cosa resta quando il rito finisce e si torna a casa?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cLa presenza. Di Antonella non vorrei che si sentisse la mancanza, ma la presenza, in un abbraccio, in un sorriso, nella gioia profonda di vivere. Praticatela e Antonella sar\u00e0 tra di noi.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Oggi sono alla stazione Termini, sono seduta ad un caff\u00e8 e c\u2019\u00e8 un cane, un cucciolo di quattordici mesi. La razza me la comunica  Google: un Cavalier King Charles spaniel. Mi sale sulle gambe. Insomma attira l&#8217;attenzione di tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Un signore si avvicina e chiede alla padrona:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cCome si chiama?\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>&nbsp;\u201cMiracle, miracle of love\u201d.&nbsp;<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ecco la mia coincidenza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sono messa a scrivere.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019altro giorno sono stata ad un funerale e non riesco a togliermi quella canzone dalla testa. L\u2019omelia l\u2019ho detestata, mi ha fatto detestare per l\u2019ennesima volta quell\u2019istituzione chiamata Chiesa. 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