{"id":8567,"date":"2026-06-22T07:39:10","date_gmt":"2026-06-22T05:39:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ofpublicinterest.eu\/?p=8567"},"modified":"2026-06-22T08:11:22","modified_gmt":"2026-06-22T06:11:22","slug":"no-peace-no-panel-quando-linformazione-sceglie-la-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ofpublicinterest.eu\/index.php\/2026\/06\/22\/no-peace-no-panel-quando-linformazione-sceglie-la-pace\/","title":{"rendered":"&#8220;No Peace, No Panel&#8221;: quando l&#8217;informazione sceglie la pace"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Dall\u2019insorgere della guerra in Ucraina, siamo bombardati da immagini di guerra, notizie che fungono da moltiplicatori di prospettive incentrate sulla guerra come unico strumento possibile per la risoluzione di un conflitto. Parliamo mai di come le nazioni, in passato, siano riuscite a fare pace?\u00a0\u00a0Parliamo mai di come rafforzare gli strumenti di pace? No. Raccontiamo quante manifestazioni ci sono per la pace? No. In Italia ce n\u2019\u00e8 quasi una al giorno. Diamo voce a chi si \u00e8 occupato del disarmo dopo la Seconda Guerra Mondiale? A chi si \u00e8 impegnato per ridurre le capacit\u00e0 distruttive nucleari di tutti i paesi? No. Da questa mancanza, o meglio in gergo giornalistico, da questa \u201cspirale del silenzio\u201d che non d\u00e0 voce a sufficienza ad attivisti, pacifisti, esperti nella mediazione, \u00e8 nato\u00a0<strong>\u201cNo Peace, No Panel.\u201d\u00a0<\/strong><\/em>Spiega il founder dell&#8217;iniziativa,\u00a0<strong>Max Brod<\/strong>, giornalista RAI, che abbiamo intervistato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quando nasce l\u2019idea?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A seguito dello scoppio della guerra in Ucraina, scrissi un appello<strong>&nbsp;<\/strong>\u201cDiamo voce alla pace\u201d,&nbsp;che riuscii&nbsp;a far firmare ai vertici di Ordine dei giornalisti,&nbsp;Usigrai, FNSI, associazioni pacifiste, intellettuali, giornalisti. <strong>Il progetto prende ispirazione da un\u2019altra campanga \u201cNo Women No Panel\u201d<\/strong>&nbsp;che ha rivoluzionato la parit\u00e0 di genere nel mondo televisivo e dei media.&nbsp;&nbsp;L\u2019obiettivo \u00e8 passare dalla par condicio alla <strong>pax condicio<\/strong>, ovvero indurre i media a lasciare spazio ai contenuti sulla pace, per favorire questo approccio nella risoluzione dei conflitti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Qual \u00e8 il fine ultimo di No Peace No Panel?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Attualmente \u00e8 una campagna giornalistica: stiamo lavorando per rappresentare la pace nel dibattito pubblico, per equilibrare l\u2019<strong>ecosistema mediatico<\/strong>. Il cittadino deve avere accesso a diverse prospettive sulla risoluzione dei conflitti. In futuro ci piacerebbe che questo movimento diventasse un Osservatorio di questo equilibrio mediatico. Ora siamo in attesa di voto in <strong>Commissione di Vigilanza<\/strong> della RAI. Qualora si votasse a favore, la narrazione sulla guerra verrebbe <strong>monitorata<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quali voci dovremmo ascoltare per raggiungere questo equilibrio mediatico?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avremmo bisogno di ascoltare di pi\u00f9 il punto di vista di associazioni come Sante\u2019Egidio. Non lo sanno in molti, ma la comunit\u00e0 di <strong>Sant\u2019Egidio<\/strong> \u00e8 stata protagonista negli anni 90 di una trattativa di pace, durata due anni, in Mozambico. Poi c\u2019\u00e8 <strong>Flavio Lotti<\/strong>, organizzatore della Marcia per al Pace Parigi-Assisi, <strong>Francesco Vignarca<\/strong> di Rete Italiana Pace e Disarmo, c&#8217;\u00e8 il progetto<strong><a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/mean.project?igsh=dDlsbG5xcW5jcTd5\"> Mean<\/a><\/strong>,\u00a0c&#8217;\u00e8 una campagna molto importante che si chiama Senza Atomica\u00a0e ci sono le ONG,\u00a0che stanno sui territori di guerra\u00a0e poi tutti gli ex diplomatici\u00a0che hanno fondato sul diritto internazionale la loro carriera.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Oltre ai giornalisti, che ruolo attivo possono avere cittadini?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I cittadini possono sostenerci firmando la nostra petizione, grazie ad una campagna avviata con <strong>Il Fatto Quotidiano<\/strong> abbiamo gi\u00e0 ottenuto <em>400.000 visualizzazioni<\/em>. Poi, ai cittadini chiediamo di scegliere i media che secondo loro sono pi\u00f9 equilibrati. Oggi ci sono 50 conflitti attivi nel mondo, non abbiamo mai sentito la guerra cosi vicina. Perch\u00e9 la pace non diventa altrettanto <strong>virale<\/strong>? Sicuramente se i media non sono i primi ad ospitarla, \u00e8 impossibile che diventi virale. Noi stiamo provando a creare una narrazione che rifletta il concetto di pace nelle sue declinazioni utili e pratiche. Parlarne, al bar, in famiglia, con gli amici, metterla al centro di una condivisione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Come passare da un discorso astratto al bar, da uno slogan ad azioni che ci permettano di percepirne l\u2019impatto?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con la <strong>cultura<\/strong>, con i <strong>social<\/strong> e con i propri <strong>corpi<\/strong>. Informarsi e ricondividere sui social contenuti sulla pace \u00e8 un passo. Poi ci sono le manifestazioni, tutti i giorni. Abbiamo questo potere e possiamo usarlo tutti insieme. Solo cos\u00ec accadono i<strong> cambiamenti<\/strong> nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Com\u2019\u00e8 successo per Gaza? Per\u00f2 poi il movimento, quell\u2019oceano di persone che si \u00e8 riversato in tutte le strade del mondo, si \u00e8 fermato.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Intanto una rivoluzione c&#8217;\u00e8 stata e quella ha cambiato la <strong>storia<\/strong> dell&#8217;umanit\u00e0: <strong>il mondo si \u00e8 fermato per scendere in pazza per Gaza<\/strong>. Oggi quel massacro non \u00e8 pi\u00f9 nel silenzio in cui era prima e nel quale avrebbe continuato ad essere, se non ci fosse stato tutto questo. Poi, la storia \u00e8 complessa, \u00e8 fatta di mattoncini e bisogna metterne uno dopo l\u2019altro. A me piace immaginare che questa generazione, attraverso lo strumento dei social, possa fermare la guerra. Credo ci sia<strong> un serbatoio di pace<\/strong> dentro di noi, possiamo inziarlo a riversare su quei canali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Se, utopicamente, unendosi e compiendo queste azioni, si riuscissero a fermare i conflitti, quali anticorpi si dovrebbero sviluppare? I nostri nonni hanno vissuto la guerra sulla propria pelle e a alle generazioni successive sembra non sia bastato..<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non sono assolutamente all\u2019altezza di questa domanda, per questo bisogna dar voce agli <strong>esperti di pace<\/strong>, perch\u00e9 soltanto loro possono avere la risposta e darci una prospettiva per costruire, insieme, un risultato diverso, che non comporti pi\u00f9 versamenti di sangue.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>E nel tuo caso, analizzando la tua prospettiva individuale, cosa ti ha tenuto nel tempo, in tutta la tua esperienza professionale, cos\u00ec centrato e legato al concetto di pace?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bella domanda. Forse il fatto che io abbia scelto di fare il giornalista perch\u00e9 non sopporto le<strong> ingiustizie<\/strong>. E, la guerra, tra tutte, mi sembra l\u2019ingiustizia pi\u00f9 trasversale, quel dramma dell\u2019umanit\u00e0 che riesce a mietere pi\u00f9 vittime in assoluto. <strong>Un\u2019ingiustizia decisa da pochi che si riflette sulla vita di un popolo<\/strong>. Credo di aver sempre pensato questo e quando l\u2019ho vista avvicinarsi al nostro paese, ho sentito urgente e necessario mobilitarmi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per compiere un primo passo nella direzione della pace firma <a href=\"https:\/\/taplink.cc\/nopeace?utm_source=ig&amp;utm_medium=social&amp;utm_content=link_in_bio&amp;fbclid=PAdGRleASlpxpleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZA8xMjQwMjQ1NzQyODc0MTQAAaf5XqyO7tvqtRMN7ekMqbkked1cK6H6L7bHGQ2yG1kl9AeWoDN_zHoefHnACw_aem_xqZyoN0jPyFisGyi_vHn0g\" title=\"qui.\">qui.<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dall\u2019insorgere della guerra in Ucraina, siamo bombardati da immagini di guerra, notizie che fungono da moltiplicatori di prospettive incentrate sulla guerra come unico strumento possibile per la risoluzione di un conflitto. 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